Subito a casa dopo il parto: bastano sei ore per la “dimissione precoce”


Subito a casa dopo il parto: bastano sei ore per la “dimissione precoce”

Le future mamme italiane come Kate Middleton? (in realtà in UK è prassi per tutte eh!).

Pare proprio di sì, almeno per quanto riguarda la dolce attesa. Anche in Italia sta infatti prendendo piede la possibilità di essere dimesse a poche ore di distanza dal parto. Tutte noi ci ricordiamo, con una buona dose di sana invidia, l’immagine della duchessa di Cambridge che poche ore dopo aver dato alla luce la piccola Charlotte, usciva raggiante dall’ospedale.

Sul raggiante dovrete cavarvela da sole, ma sull’uscire poche ore dopo il parto, ci ha pensato l’ospedale Torregalli di Firenze.

E’ infatti in Toscana che è partito da qualche mese il progetto sperimentale “dimissione precoce”, ovvero il progetto che dà la possibilità alle neo mamme di tornare in famiglia dalle sei alle ventiquattro ore dopo il parto naturale. Senza aspettare i tradizionali due o tre giorni.

Con la dimissione precoce, l’ospedale ha grandi vantaggi: evita medicalizzazioni in alcuni casi superflue e libera posti letto preziosi all’interno del reparto maternità. Per la mamma il vantaggio è invece quello di tornare da subito nel suo ambiente domestico e consentire al piccolo di respirare immediatamente sapore di casa.

Il progetto, che secondo le stime dell’ospedale toscano potrebbe coinvolgere un bambino su cinque, non è però destinato a tutte le mamme. Ci sono una serie di condizioni necessarie affinchè si possa usufruire della dimissione precoce. Eccole:

  • Mamma e neonato devono essere in ottime condizioni di salute;
  • La donna deve essere almeno al secondo figlio (per scongiurare difficoltà nell’allattamento e nell’accudimento);
  • La mamma deve aver avuto una gravidanza giunta al termine fra le 37 e le 42 settimane, oltre che un travaglio, un parto e un post partum senza alcuna complicanza.

Una volta a casa, le neo mamme e i piccoli non sono abbandonati a loro stessi: il giorno dopo il parto l’ospedale manda un’ostetrica a domicilio per visitare entrambi, mentre due giorni dopo la nascita mamma e neonato tornano in ospedale per gli screening obbligatori.

E se all’ospedale Torregalli il progetto sembra aver raggiunto un discreto successo, ci si può aspettare che anche altre strutture ospedaliere in diverse città italiane seguano lo stesso percorso.