Gli effetti del fumo in gravidanza? Guardate le ecografie


Gli effetti del fumo in gravidanza? Guardate le ecografie

Fumatrici incallite e in dolce attesa?

Da sempre ginecologi ed esperti lo ripetono: il fumo in gravidanza va abolito.

Gli effetti infatti sono del tutto negativi sullo sviluppo del feto: il perché lo si capisce in un battibaleno.

A spiegarlo chiaramente la Regione Veneto che ha perfino aperto un portale dedicato a “ Mamme libere dal fumo”: il fumo di sigaretta conterrebbe più di 4000 sostanze chimiche tra cui nicotina, arsenico, piombo, monossido di carbonio e decine di sostanze cancerogene. Molte delle quali hanno la capacità di attraversare la placenta raggiungendo direttamente il feto. Le fumatrici avrebbero inoltre un maggior rischio di aborto spontaneo e ridotta crescita fetale.

Ma se molte di queste informazioni sul fumo in gravidanza sono note ( anche se ribadirle non guasta), la vera notizia è che, ora, grazie alle ecografie 4D pare che gli effetti del fumo sul feto siano visibili, eccome.

A darne prova ancora una volta, la ricerca: alcuni studiosi dell’Università di Durham e Lancaster ( in Inghilterra) hanno monitorato 20 mamme che frequentano il James Cook University Hospital di Middlesbrough. Di queste 20 mamme, 4 fumano una media di 14 sigarette al giorno. Ebbene, dalle ecografie in 4D è emerso che i feti delle madri fumatrici mostrano tassi significativamente più alti di movimenti della bocca, oltre a toccarsi molto di più la faccia con le manine. Ma soprattutto, nell’avvicinarsi al raggiungimento dei nove mesi, il feto della mamma fumatrice si muove sempre meno: secondo gli studiosi questo sarebbe indice di un ritardo nello sviluppo del sistema nervoso centrale, provocato proprio dal fumo in gravidanza.

Sempre dall’Inghilterra ( nel solo Regno Unito, ogni anno circa 5.000 feti e neonati muoiono da madri fumatrici durante la gravidanza: fonte Corriere della Sera) arriva un’altra interessante notizia. Se gli effetti delle sigarette sono chiari e ora, anche certificati, come fare a disincentivare il fumo in gravidanza? Semplice. Con degli incentivi economici. Ad un gruppo di 612 donne fumatrici e in dolce attesa l’università di Stirling e quella di Glasgow ha promesso un bonus economico. A patto che, per l’intera gravidanza, le donne non toccassero sigaretta. Durante i nove mesi quasi tutte hanno rispettato l’astinenza: solo il 23 per cento ha abbandonato la ricerca durante la gravidanza, rinunciando agli incentivi e riprendendo a fumare. 95 donne hanno abbandonato nelle prime dieci settimane, mentre la maggior parte non ha toccato sigaretta durante la gravidanza e per qualche mese dopo. Risultato più positivo in assoluto: 120 neo mamme non fumano più.

Che serva davvero il bonus anti-sigaretta anche in Italia?