Ristoranti, alberghi &co. La nuova moda di vietare l’ingresso ai bambini.


Ristoranti, alberghi &co. La nuova moda di vietare l’ingresso ai bambini.

“A causa di spiacevoli episodi dovuti alla manca di educazione, in questo locale non è gradita la presenza di bambini sotto i cinque anni”.

Et voilà: ecco il testo dell’ormai famoso cartello appeso da un ristorante romano sulla porta di ingresso per vietare l’accesso alle famiglie con bambini piccoli. Un episodio raro? Non proprio. Sentite qua.

Ristoranti, alberghi, pizzerie, stabilimenti balneari, ora ( pare) perfino compagnie aeree. Insomma, sembra ormai diventata più radicata la tendenza del mondo imprenditoriale a sbarrare la strada al mondo dei bambini. Una tendenza venuta dagli Stati Uniti ed esportata rapidamente anche in Europa, incluse le “ civilissime” repubbliche del Nord. Un po’ come se il pianeta stesse virando verso una tendenza “child free”.

Se non proprio il pianeta, di certo gli imprenditori. Che hanno annusato un discreto business dietro alle operazioni di cenette, soggiorni e perfino voli senza bimbi che strillano, corrono, rumoreggiano. Una sorta di no-kids zone che molte coppie senza figli apprezzano e “comprano” volentieri.

Oltre al ristorante romano, pizzicato solo qualche giorno fa, aveva fatto discutere lo scorso anno anche una pizzeria del bresciano, in Lombardia, “rea” di aver vietato l’ingresso ai bimbi con un’età inferiore, questa volta, ai dieci anni.

Di fronte a queste “censure” il Moige, Movimento italiano genitori, non sta a guardare. Con una nota l’associazione fa sapere che “ il cartello razzista verso i minori esposto dal ristoratore di Roma è raccapricciante. I bambini hanno il diritto di entrare in un ristorante e fare gratuite esclusioni, semplicemente per qualche caso di comportamento indisciplinato di qualche bimbo, è  vergognoso. Il fatto che succeda a Roma- continua il Moige- nell’anno giubilare che vede arrivare migliaia di famiglie da tutto il mondo, rappresenta un’ennesima figuraccia che va a colpire tutta la ristorazione romana. Anziché proporre menù bimbi, si propone il divieto di entrata dei bimbi. Una lezione di inciviltà inaccettabile. Chiediamo da subito un intervento del commissario Tronca volto a ripristinare legalità, civiltà e correttezza su questa triste vicenda.”

Nessuno nega che portare i bambini piccoli a cena fuori rappresenti, anche per molti genitori, una questione delicata: il rischio che si annoino e diventino rumorosi è sempre dietro l’angolo. Non a caso, a questo proposito, avevamo già scritto un post completo con qualche idea per evitare che un pasto fuori si trasformi in tragedia.

Detto questo, sembra però abbastanza evidente che dietro le scelte di gran parte di questi imprenditori ( italiani ma anche stranieri) ci siano logiche ben diverse. Anzi, diciamocelo. Ci sia un buon fiuto, per gli affari naturalmente.

P.s. Per dover di cronaca segnaliamo che esistono perfino casi opposti. Sono mosche bianche, ma esistono. Un esempio su tutti è un albergo della Val Gardena dove, udite udite, possono soggiornare solo coppie con figli a seguito. Per evitare lamentele da parte di chi, bambini, non ne ha.