Dermatite atopica nei bimbi: cause, conseguenze, rimedi


Dermatite atopica nei bimbi: cause, conseguenze, rimedi

Dermatite atopica, malattia infiammatoria non contagiosa, dipende dalla immaturità delle difese della cute del bimbo, si risolve entro i tre anni, causa prurito, si risolve intervenendo su più fronti.

I meccanismi di difesa naturale di cui è dotata la cute, come film idrolipidico (strato di acqua e grasso), sudore e Ph, raggiungono la completa maturità dopo i primi anni di vita.

Quindi:

  • film idrolipidico non ancora ben formato;
  • sudore prodotto in maniera insufficiente che non svolge tutti i compiti che gli competono, cioè contribuire a rendere l’epidermide elastica, idratata e protetta dai germi presenti nell’ambiente;
  • Ph meno acido che ostacola i batteri “buoni” che hanno funzione protettiva della pelle;

sono fattori, che nei bimbi, fanno si che la funzione di barriera della pelle, sia meno funzionale che negli adulti e questa risulti maggiormente sensibile ad agenti chimici, fisici e alle aggressioni microbiche, tendendo a disidratarsi facilmente.

La dermatite atopica (chiamata anche eczema o dermatite costituzionale), in età pediatrica colpisce dall’8 al 15% dei bambini. É una malattia infiammatoria non contagiosa, il decorso del disturbo è cronico-recidivante (migliora e peggiora a fasi alterne). Nel  50% dei bimbi guarisce entro i tre anni d’età, e per un altro 40% con lo sviluppo puberale. Tuttavia, chi ha  sofferto di dermatite atopica, tende ad avere per tutta la vita una sensibilità cutanea molto  elevata.

Il disturbo principale dato dalla dermatite atopica è il prurito. In mancanza di una barriera protettiva efficace,  la  cute  va  incontro  a  un  aumento  della  perdita  d’acqua  e  diventa più  vulnerabile non solo agli agenti irritanti, ma anche a sostanze in genere ben tollerate. Nelle zone interessate la cute diventa pertanto secca, arrossata e ispessita e dà prurito, in genere  molto intenso e difficile da trattare.

Il trattamento della dermatite atopica è principalmente finalizzato a ridurre la frequenza  e  l’intensità  delle  riacutizzazioni,  prolungando  i  periodi  di  benessere  e  tentando  di  evitare  l’insorgenza di complicanze.

Ora alcuni consigli pratici in caso di dermatite atopica:

  • Cercare di grattarsi il meno possibile per non irritare ulteriormente la pelle e peggiorare la dermatite;
  • Non fare bagni o docce troppo prolungati e non usare acqua troppo calda (sopra i 34°);
  • Evitare l’uso di detergenti, soprattutto se aggressivi (per esempio a base di alcol e troppo schiumogeni), preferendo quelli più delicati e privi di conservanti e profumi;
  • Dopo aver asciugato con cura la pelle, tamponando delicatamente senza sfregare, è indispensabile applicare creme idratanti ed emollienti, specie se a base di ceramidi, che hanno la funzione di preservare l’integrità della barriera cutanea;
  • Evitare le lozioni a base alcolica e i prodotti che contengono sostanze irritanti (come coloranti, conservanti, nichel);
  • A diretto contatto con la pelle indossare indumenti di cotone in tessuti dai colori chiari. Meglio evitare la lana e i tessuti sintetici che, oltre a irritare la pelle, aumentano la sudorazione, peggiorando il problema;
  • Esporsi al sole, senza esagerare e usando le apposite creme: i raggi solari, infatti, migliorano notevolmente i sintomi della dermatite atopica (effetto immunosoppressivo).

 

Fonte e dati SIPPS (Società Italiana Pediatria Preventiva e Sociale)

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