Sindrome del bambino scosso: danni invisibili e fatali, mai scuoterlo per calmarlo.


Sindrome del bambino scosso: danni invisibili e fatali, mai scuoterlo per calmarlo.

Sindrome del bambino scosso: come il colpo di frusta, non dà segni esterni, ma lesioni interne, neuronali e vascolari che possono causare comunque lesioni permanenti. Il 25-30% delle vittime muore, Il 15% sopravvive senza esiti.

Sindrome del bambino scosso: ne hai mai sentito parlare? Il tema è molto importante e purtroppo d’attualità, vediamo insieme di cosa si tratta.

La Sindrome del bambino scosso, o SBS (dal nome inglese shaken baby syndrome), è un’espressione medica per descrivere i danni cerebrali interni che un bambino, di età inferiore ai 5 anni, subisce quando viene scosso violentemente, con o senza il contatto con una superficie dura; è un problema poco conosciuto dai genitori, e da altre figure che si occupano dei bimbi piccoli. Oggi si parla ormai anche di Abusive Head Trauma (AHT) cioè Trauma Cranico Non Accidentale.

Tutto nasce da un abuso fisico sul bimbo, una pratica molto più diffusa di quanto si pensi. I dati forniti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità dimostrano che nel 2002 più di 53.000 bambini di età inferiore ai 15 anni sono morti nel mondo a causa di situazioni di abuso. Negli USA muoiono 1400 bambini all’anno. Di questi il 44% circa ha meno di dodici mesi di età. Da recenti studi condotti in diversi paesi del mondo, risulta che:

–  il 25-30% delle piccole vittime muore e solo il 15% sopravvive senza esiti;

–  le vittime hanno quasi sempre meno di un anno e sono più spesso nati pretermine,

–  sono bambini di basso peso o frutto di gravidanze non desiderate;

–  la patologia sembra più frequente dei maschi.

In Italia non esistono dati certi sul fenomeno, si ritiene che l’incidenza possa essere di 3 casi ogni 10.000 bambini di età inferiore ad un anno, ma il dato potrebbe rappresentare solo la punta di un iceberg.

I fattori “di rischio” che aumentano le probabilità di questa pratica, sono da ricercare nella fragilità genitoriale dovuta a: disagio sociale, disagio socioeconomico o dipendenze.

Cosa porta a questa violenza? Spesso è il pianto del neonato, che può arrivare a risultare esasperante; ma il pianto sai benissimo che è l’unico modo del bimbo per manifestare i suoi bisogni o stati d’animo o attirare l’attenzione. Qualunque sia il motivo, non bisogna mai scuoterlo per calmarlo. Lo scossone violento operato sul bimbo, dalla mamma o dal papà, afferrandolo per il torace o per le braccia, per cercare di farlo tacere/calmare, è a tutti gli effetti un colpo di frusta. Questo scuotimento, per il quale non c’è una misura esatta, ne in termini di violenza ne in termini di durata, per poterlo classificare come dannoso, è una vera e propria forma di maltrattamento che può avere conseguenze drammatiche e la cui reale incidenza può essere molto difficile da stabilire, non solo per la complessità della diagnosi, ma anche perché molte vittime (spesso neonati tra i 4 e i 6 mesi, periodo durante il quale si può verificare il “pianto insistente” chiamato anche Purple Crying) non giungono all’attenzione dei medici.

Le conseguenze cliniche immediate sono vomito, inappetenza, difficoltà di suzione o deglutizione, irritabilità e, nei casi più gravi, convulsioni e alterazioni della coscienza, fino all’arresto cardiorespiratorio. A lungo termine i bambini possono presentare difficoltà di apprendimento, cecità, disturbi dell’udito o della parola, epilessia, disabilità fisica o cognitiva. E’ importante non sottovalutare i primi segni da parte del piccolo, campanello d’allarme per una corretta diagnosi.

Come evitare che accada? Con la prevenzione. In che modo? Parlandone!

Come conferma il Presidente della Società Italiana di Neonatologia Mauro Stronati: “Il neonatologo deve sempre aver presente la sindrome del bambino scosso, poiché questi casi di violenza sono meno rari di quanto si pensi e non possono sfuggire al sospetto del medico, che deve denunciare il reato alle autorità, come previsto dalla legge. Ma ha anche l’obbligo di informare adeguatamente i genitori sui danni che uno scuotimento può provocare. In molti studi si dimostra, infatti, come i genitori dichiarino di scuotere i loro figli solo per calmarli, inconsapevoli della gravità di un simile intervento. Una corretta e completa informazione ai genitori e alle famiglie è quindi importante affinché un gesto, a volte inconsapevole o addirittura benevolo, non si trasformi in un grave danno per il neonato.

Avevi mai sentito parlare prima della Sindrome del bambino scosso?


Dati e rilevazioni Società Italiana Neonatologi

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